Diego Mecenero

Autore, Redattore, Giornalista, Teologo

Diego nasce a Vicenza nel '67 e intraprende fin da subito un curriculum di studi di carattere antropologico e teologico:

  • Maturità al Liceo Classico "Lodovico Pavoni" di Lonigo (VI).
  • Laurea istituzionale in Teologia (Istituto Ecumenico San Bernardino - Verona) con tesi in ambito biblico su: "Il destino della creazione in Rm 8".
  • Licenza e Dottorato in Pastorale Giovanile e Catechetica (Università Pontificia Salesiana - Roma) con tesi in ambito antropologico-pedagogico su: "Francesco d'Assisi e il mondo laico: analisi di una simpatia".
  • Diploma di Laurea in Filosofia Orientale e Comparativa (Istituto Scienze dell'Uomo affiliato a Urbino - Rimini).
  • Redattore e autore presso la casa editrice ELI - La Spiga Edizioni.
  • Giornalista iscritto all'Albo dei Giornalisti della Regione Marche (dal 10/11/08, tessera n. 129528).
  • Professore di italiano per stranieri al "Campus l'Infinito" di Recanati.
  • Direttore responsabile della rivista Il Sentiero Francescano.
  • Appassionato ricercatore delle leggende dei Monti Sibillini.
  • Direttore responsabile della rivista Le Passioni Simply.


Il mio "credo": IL POTERE DELLA PAROLA

La parola non è un linguaggio come gli altri, come l’immagine, come la musica, come il gesto… La parola è molto di più.  

La parola dà un nome alle cose, le conosce, le …afferra. Le possiede. 

Le popolazioni del Polo Nord hanno molte parole per nominare la neve: per questo la “possiedono” molto, distinguendo tra la neve morbida e quella ghiacciata, quella compatta e quella espansa, quella nuova e quella vecchia. Noi diciamo solo e sempre “neve”, e così la possediamo poco.  

Allo stesso modo, ad esempio, sono infinite le emozioni dentro di te, con le loro mille sfaccettature. Se tu “possiedi” le parole per nominarle sei in grado di riconoscerle ed esserne alla regia, cioè sei capace di “possederti”, di essere te stesso. In caso contrario, sei in balia delle emozioni ed essere così può farti del male o far sì che tu faccia del male ad altri.  

Tu parli con le parole, tu pensi con le parole. Ti autopercepisci mediante le parole e, mentre vivi la tua giornata, ti dici “adesso devo fare questo… adesso devo fare quello…”, e lo pensi con le parole. Ti dici “mi è successa questa cosa, cosa posso fare?”, “sono triste, sono allegro, cosa mi capita?” cioè ti parli, nella mente, e ti vivi, dando senso alle cose che avvengono. Così magari un giorno che ti sentirai triste e ti chiederai “perché sono così?”, invece di rispondere “…non lo so” (che tristezza in una risposta così e che pericolo in essa!), guardando da una finestra dirai forse “oh… mi sento come quel vecchio pino che, incurvato dalla neve, si piega in basso a riscoprire le proprie radici”… La parola ti renderà poeta, artista in grado di plasmare la realtà, facendone un capolavoro di senso. 

La parola ti renderà il meglio dell'umanità, se la possiedi, o la feccia dell'umanità, se non la possiedi. A tutti nella vita capitano cose belle e cose brutte: la parola ti farà brillare al meglio quelle belle, senza rovinarle, e ti renderà migliore e perfino meraviglioso a causa di quelle brutte.

La parola possiede, la parola plasma, dà forma, dà senso. La parola crea. Il suono di una Parola fu la prima cosa che irruppe nell'universo secondo la cultura biblica: “Sia la luce!”. E la luce "fu".  

Riappròpriati dunque del potere della parola, per poter vivere. Ricomincia a “raccontare”, a “narrare”, per aiutarti e aiutare a vivere. Guarda i bambini: anche i più piccoli, anche quelli più irrequieti, se hanno un adulto che dice loro “vieni, ti racconto una storia” lasciano tutto, i giochi, l’irrequietezza e vanno da lui.  

La parola è il pane che mangi, ed è la bocca stessa che lo gusta, ed è anche il suo sapore e anche il suo profumo, ed è l’atto stesso del mangiare.  

Ora, che smetti di leggere queste righe, resta alcuni istanti in silenzio. Guardati dentro, chiudi gli occhi e ascoltati. Poi, apri la bocca e prova a sussurrare una parola "sensata". Inizia così, e scoprirai prima o poi il tuo “nome segreto”, quella “parola” che è impressa nel fondo della tua anima. Quello sei tu, veramente.


Io vivo qui

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